Odontoiatria: Dott. Zaccaria Osiride

Odontoiatria: Dott. Zaccaria Osiride

Dott.
Osiride Zaccaria

Dott. Osiride Zaccaria

Problemi di cuore, riconoscere i sintomi

La dispnea

Un sintomo tipico delle cardiopatie è la mancanza di fiato o, in linguaggio medico, la dispnea. Quando un paziente lamenta la mancanza di fiato, è necessario riuscire a capire se tale sintomo dipende da un problema cardiaco, respiratorio o neurologico, psicologico o metabolico (per esempio l’anemia o una malattia della tiroide). Il racconto del paziente, se accurato e dettagliato, può offrire buone indicazioni. La dispnea di origine cardiaca si presenta, generalmente, se si fanno sforzi fisici o in posizione distesa (in questo caso si definisce ortopnea). Il caso tipico è quello del paziente che accusa mancanza di fiato dopo aver fatto un piano di scale, un percorso in salita o che deve dormire con due cuscini per stare un po’ sollevato e respirare meglio.

Normalmente la dispnea cardiaca è legata a un deficit di funzionamento del muscolo cardiaco, che può sopperire ai bisogni dell’organismo a riposo ma non riesce a fornirgli sangue a sufficienza in caso di aumentate richieste come, per esempio, uno sforzo fisico. È possibile che si verifichi la condizione in cui il sangue in eccesso, non potendo essere spinto verso la parte bassa del corpo, ristagni a monte del cuore, a livello dei polmoni, e trasudando all’interno degli alveoli può causare una malattia molto pericolosa come l’edema polmonare acuto. La dispnea cardiaca può essere più comunemente causata da malattie valvolari (per es. la stenosi o l’insufficienza della valvola mitrale), oppure a una malattia del muscolo cardiaco (cardiomiopatia dilatativa, ossia il cuore aumenta le proprie dimensioni, talora in conseguenza di un grosso infarto), o ancora a un deficit di irrorazione coronarica. In quest’ultimo caso, la dispnea rappresenta un equivalente anginoso, ciò significa che alcuni pazienti, a causa di un restringimento delle coronarie, invece che accusare il classico dolore toracico di cui abbiamo parlato in precedenza, accusano mancanza di fiato.

La sincope

Un altro disturbo molto importante, anch’esso comune sia ad alcune cardiopatie che a problemi neurologici, è la sincope, ossia un’improvvisa perdita di coscienza non preceduta da alcuna avvisaglia (totalmente diversa dalla “sensazione di mancamento” molto comune soprattutto nelle persone ansiose o che soffrono di pressione arteriosa bassa).

La sincope può essere dovuta a malattie valvolari o del muscolo cardiaco (per es. la stenosi aortica e la cardiomiopatia ipertrofica), ma più frequentemente è legata ad un’aritmia cardiaca.

I tipi di aritmia cardiaca che possono provocare un’improvvisa perdita di coscienza sono due:

  • la bradicardia (ossia un “blocco” che si verifica in un punto del circuito elettrico che attraversa il cuore per farlo contrarre), che determina una pausa del battito cardiaco di alcuni secondi e la conseguente mancanza di afflusso di sangue al cervello oppure, al contrario,
  • la tachicardia ventricolare, ossia un’aritmia potenzialmente molto pericolosa (può infatti evolvere spontaneamente verso la fibrillazione ventricolare e l’arresto cardiaco) che consiste in un battito accelerato che parte dai ventricoli, così rapido e disordinato che non consente al cuore di riempirsi adeguatamente di sangue e di pomparlo verso il cervello, apportandogli di conseguenza un ridotto afflusso di sangue e quindi di nutrimento.

Anche nel caso della sincope, il racconto del paziente è determinante per riuscire a capire se la perdita di coscienza può essere dovuta a una delle patologie sopra citate, potenzialmente letali, o più banalmente a un calo di pressione o a un attacco d’ansia o di panico.

 

Le palpitazioni

Infine, tra gli innumerevoli disturbi cardiaci, vi è il vasto capitolo delle “palpitazioni”, che vanno dalla sensazione di “tuffo al cuore” o di “battito mancante” propria dell’extrasistole, alla sensazione di cardiopalmo che identifica una condizione di accelerato battito cardiaco (o “tachicardia”). In questo caso, è necessario poter valutare se si tratta di una tachicardia “sinusale” o di una forma diversa (“sopraventricolare” o “ventricolare”). Nel primo caso, la tachicardia è legata ad una maggiore velocità del nodo del seno, cioè di quella struttura che già normalmente funge da “segnapassi” cardiaco (come avviene in caso di uno sforzo fisico, di uno stress emotivo o in condizioni di febbre, anemia, ipertiroidismo e altre situazioni). Nel secondo caso, si tratta di una condizione nella quale un punto del cuore differente dal nodo del seno prende il sopravvento e invia al resto del cuore una serie più o meno lunga di impulsi elettrici, finché il nodo del seno non riprende la sua normale sequenza. Nella tachicardia sinusale, l’insorgenza

Perché andare dal dentista frequentemente?

Andare dal dentista frequentemente è fondamentale per mantenere denti e gengive sane. È importante anche avere una buona igiene orale tra una visita e l’altra. Il dentista durante la visita non controllerà solo la presenza di carie.

Altri aspetti da tenere sotto controllo sono le gengive e la bocca in generale per essere sicuri che tutto proceda bene. Questo serve per controllare eventuali fattori che indicano cancro oralediabete o carenze vitaminiche. Non bisogna stupirsi se esaminerà anche il viso, l’arcata dentale, la saliva o il movimento della mascella.

Quanto spesso bisogna andare dal dentista?

Bambini, adolescenti e adulti dovrebbero andare dal dentista almeno una volta ogni sei mesi. Per i pazienti con tendenze a sviluppare malattie gengivali o cancro orale è consigliabile andare dal dentista più frequentemente. Il dentista aiuterà comunque a determinare la frequenza delle visite in base alle necessità.

Per quanto riguarda i bambini è consigliabile già a sei mesi cominciare ad andare dal dentista. È importante infatti controllare che i denti crescano nel modo corretto per poter correggere eventuali problemi il prima possibile.

Placca, tartaro e carie

Questi sono i motivi più comuni per cui andare dal dentista. Anche alle persone con un’ottima igiene orale può capitare di avere carietartaro o placca. Andare dal dentista frequentemente è utile per non peggiorare la situazione. Le carie infatti sono infezioni dei denti che deteriorano i tessuti. Se trascurata la carie continuerà ad espandersi verso l’interno del dente e causerà ascessi, cisti e granulomi.

Anche la placca non va trascurata. Si tratta di una sostanza che si deposita sulla superficie dei denti. Si rimuove facilmente e il dentista può indicarti se sia presente o meno. Se non viene rimossa però la placca si mineralizza formando il tartaro. Questo è molto più difficile da eliminare trattandosi di una sostanza dura che rimane sui denti. È necessaria infatti una pulizia dal dentista per eliminarla.

Andare dal dentista frequentemente per la rilevazione del cancro orale

Il cancro orale è una malattia molto grave. Senza una precoce diagnosi può diventare letale. Per fortuna se diagnosticato in breve tempo è spesso facilmente curabile. Andare dal dentista frequentemente è utile per tenere sotto controllo l’insorgere di questa malattia. Infatti il paziente potrebbe non notare anomalie o sintomi e far peggiorare il problema.

L’esame per il cancro orale è indolore e non invasivo. Dura solo un minuto o due al massimo ed è in grado di rivelare la presenza di tessuti morti causati dal tumore.

Perché andare dal dentista frequentemente?

Andare dal dentista frequentemente è fondamentale per mantenere denti e gengive sane. È importante anche avere una buona igiene orale tra una visita e l’altra. Il dentista durante la visita non controllerà solo la presenza di carie.

Altri aspetti da tenere sotto controllo sono le gengive e la bocca in generale per essere sicuri che tutto proceda bene. Questo serve per controllare eventuali fattori che indicano cancro oralediabete o carenze vitaminiche. Non bisogna stupirsi se esaminerà anche il viso, l’arcata dentale, la saliva o il movimento della mascella.

Quanto spesso bisogna andare dal dentista?

Bambini, adolescenti e adulti dovrebbero andare dal dentista almeno una volta ogni sei mesi. Per i pazienti con tendenze a sviluppare malattie gengivali o cancro orale è consigliabile andare dal dentista più frequentemente. Il dentista aiuterà comunque a determinare la frequenza delle visite in base alle necessità.

Per quanto riguarda i bambini è consigliabile già a sei mesi cominciare ad andare dal dentista. È importante infatti controllare che i denti crescano nel modo corretto per poter correggere eventuali problemi il prima possibile.

Placca, tartaro e carie

Questi sono i motivi più comuni per cui andare dal dentista. Anche alle persone con un’ottima igiene orale può capitare di avere carietartaro o placca. Andare dal dentista frequentemente è utile per non peggiorare la situazione. Le carie infatti sono infezioni dei denti che deteriorano i tessuti. Se trascurata la carie continuerà ad espandersi verso l’interno del dente e causerà ascessi, cisti e granulomi.

Anche la placca non va trascurata. Si tratta di una sostanza che si deposita sulla superficie dei denti. Si rimuove facilmente e il dentista può indicarti se sia presente o meno. Se non viene rimossa però la placca si mineralizza formando il tartaro. Questo è molto più difficile da eliminare trattandosi di una sostanza dura che rimane sui denti. È necessaria infatti una pulizia dal dentista per eliminarla.

Andare dal dentista frequentemente per la rilevazione del cancro orale

Il cancro orale è una malattia molto grave. Senza una precoce diagnosi può diventare letale. Per fortuna se diagnosticato in breve tempo è spesso facilmente curabile. Andare dal dentista frequentemente è utile per tenere sotto controllo l’insorgere di questa malattia. Infatti il paziente potrebbe non notare anomalie o sintomi e far peggiorare il problema.

L’esame per il cancro orale è indolore e non invasivo. Dura solo un minuto o due al massimo ed è in grado di rivelare la presenza di tessuti morti causati dal tumore.